17 ott 2010

Flora e Fauna

Grazie al suolo straordinariamente fertile  il Vesuvio è rivestito da una vegetazione rigogliosa. nello spazio compreso tra i campi coltivati delle pendici e i licheni che vivono sulle rocce del cratere, la vegetazione vesuviana racchiude affascinanti sorprese. Sulle ampie distese di lava crescono specie pioniere di vario tipo; tra le oltre 100 piante individuate dai botanici sul Gran Cono si nota con più facilità il lichene delle lave (Stereocaulon vesuvianum), un endemismo che ha ricoperto le lave del 1944.
Più in basso del Gran Cono il paesaggio è invece caratterizzato da specie impiantate dall'uomo come la ginestra dell'Etna che è stata introdotta sul vulcano agli inizi del '900. E' più alta e resistente della ginestra dei carbonai (Cytisus scoparius) e della ginestra odorosa (Spartium junceum), pure presenti sul Vesuvio.
In altre zone del Parco (in particolare nell'Atrio del Cavallo e nella Valle dell'Inferno) la ginestra dell'Etna forma boscaglie quasi impenetrabili. In associazione con le ginestre cresce l'elicriso (helichrysum litoreum) e la valeriana rossa (Centranthus riber). tra gli 800 e i 1000 metri compaiono anche le piante di alto fusto, con popolazioni di betulla verrucosa (Betulla pendula) che rappresentano dei relitti delle ultime glaciazioni.
Sui versanti settentrionali del Monte Somma ci sono boschi di roverella (Quercus pubescens), ontano napoletano (Alnus cordata), acero (Acer pseudoplatanus), carpino bianco (Carpinus betulus) che si alternano al castagno (Castanea sativa) e nocciolo (Corylus avellana), introdotta dall'uomo. Nell'Atrio del Cavallo, nella Valle dell'Inferno e sul Monte Somma è presente anche la robinia (Robinia pseudoacacia) introdotta a scopo di rimboschimento. Sul versante meridionale del vulcano, fino all'istituzione del Parco avvenuta nel 1995, l'originale vegetazione è stata sostituita dall'attuale pino domestico (Pinus pinea); impiantato sulla lava che aveva danneggiato in più punti la giovane foresta. tra le specie appartenenti all'originale vegetazione continua a guadagnare spazio all'interno delle aree protette, il leccio (Quercus ilex) A favorire la sua ripresa sono stati soprattutto numerosi incendi che hanno colpito la riserva nel corso degli anni '90; infatti il leccio è particolarmente veloce a ricolonizzare i terreni attraversati dal fuoco. Il rigoglioso sottobosco include il biancospino (Crataegus monogyna), la fausaggine (Eumonynus europaeus) e lo smilace (Smilax aspera).
FLa vegetazione mediterranea si compone di lentisco (Pistacia lentiscus), mirto (Myrtus communis), alloro (Laurus nobilis), fillirea (Phillirea latifolia), origano (Origanum vulgare) e rosmarino (Rosmarinus officinalis).
Tra la primavera e l'estate fioriscono sul Vesuvio ben 23 specie di orchidee selvatiche; le più visibili sono: Orchis maculata, Orchis papillonacea e Ophrys aphegodes.

3 commenti:

  1. Grazia! Bellissima e ricca flora e fauna vesuviana.
    Valeriana rossa (Centranthus ruber)
    Jana Haasova - Czech republic

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  2. VESUVIO
    Il sole ha salutato il Golfo di Napoli, il blu si è espanso nel cielo e sul mare, le navi hanno preso il largo. Dalla nebbia della mattina è emerso il Vesuvio, il monte dei poeti, il sole l’ha accarezzato con i suoi raggi. Il Vesuvio era felice e con un esplosione colorata di fiori variopinti ha rallegrato il cuore dei pellegrini di paesi lontani.
    Jana Haasová - Czech republic

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  3. Jana grazie, sei sempre profonda

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