Visualizzazione post con etichetta enogastronomia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta enogastronomia. Mostra tutti i post

2 ott 2013

Uva Catalanesca - Prodotto Tipico Vesuviano

 L'uva Catalanesca è una tipologia di uva che venne importata dalla Catalogna grazie ad  Alfonso I d'Aragona (XVsecolo) e venne piantata nei vari comuni vesuviani tra cui ricordiamo Somma Vesuviana , Ottaviano ,Terzigno, Sant'Anastasia .Tale operazione dimostra anche l'importanza che

5 apr 2013

La Mela Annurca - la regina delle Mele è made in Naples


La mela Annurca ha circa 2000 anni  ed è l'unica mela prodotta nell'Italia Meridionale.(Soprattutto nei paesi alle falde del Vesuvio ed in provincia di Avellino,Salerno,Benevento,Caserta) Ha ottenuto nel 2006 l'indicazione geografica protetta.(IGT).

Le testimonianze della lunga vita di questa tipologia di mela sono visibili  in alcuni dipinti pompeiani  e dagli scritti di Plinio il Vecchio ( "Naturalis Historia" ,Mela orcula).

La Mela Annurca viene chiamata anche "regina delle mele" per le sue caratteristiche qualitative molto positive e   non solo dal punto di vista nutrizionale  ma anche grazie alla sua polpa croccante, leggermente acidula ma succosa con un profumo elegante e di colore bianca e compatta.(la durezza della  polpa viene misurata e deve avere un valore > 8.5 durante la raccolta , e a fine conservazione di >5kg)
Come si evince dalla foto l'annurca possiede un alto contenuto di vitamine (B1 B2 PP C)  e vari minerali ; inoltre da alcuni studi condotti dall'Università Federico II  di Napoli - D.Scienza degli alimenti si è scoperto che questo frutto ha un'azione gastroprotettiva contro i danni ossidativi alle cellule epiteliali per la ricchezza in composti fenolici.

La Mela Annurca è caratterizzata da un peduncolo breve e debole che provoca la caduta del frutto stesso a causa  dell'accrescimento della pressione sempre crescente sul rametto. Per garantire il tipico colore rosso vengono raccolte a mano e stese in  melaio (terreno sistemato non superiore a 1.50 metri su cui sono stesi materiali soffici , spesso trucioli di legno.) esposte alla luce  entro e non oltre il 15 Dicembre.
Il portinnesto tradizionale dell’Annurca è il franco (soggetto derivato da seme di pianta gentile), dotato di buon adattamento ai vari tipi di terreno, discreta resistenza alla siccità e ai ristagni di acqua nel suolo, elevata produttività, ma di notevoli difetti, quali l’elevata vigoria, il ritardo della messa a frutto, la scarsa colorazione. Per realizzare una frutticoltura moderna, basata su una precoce entrata in produzione degli impianti, una fruttificazione costante nel tempo e qualitativamente pregiata sono stati introdotti fin dai primi anni settanta, portinnesti clonali, i più interessanti e diffusi sono M9 e M26.

29 mar 2013

Pastiera di grano Napoletana - Antica Tradizione

« E,venuto lo juorno destenato, oh bene mio: che mazzecatorio e che bazzara che se facette! Da dove vennero tante pastiere e casatielle? Dove li sottestate e le porpette? Dove li maccarune e graviuole? Tanto che nce poteva magnare n’asserceto formato.» (Basile)

La pastiera Napoletana è un dolce  Napoletano tipico delle le festività pasquali . La pastiera è considerata un dolce onnipresente sulle tavole dei Napoletani .

Mitologicamente parlando si narra che la sirena Partenope sia risieduta nel Golfo di napoli , tra Posillipo ed il Vesuvio. Ogni primavera la Sirena emergeva dalle acque del golfo e salutava i napoletani allietandoli con canti d'amore e di gioia. Una volta  i cittadini furono cosi entusiasmati dai canti che decisero di donare a Partenope qualcosa di veramente prezioso: Farina(simbolo di forza e ricchezza delle campagne) , Zucchero(per esprimere la grande dolcezza dei canti della Sirena) ,Grano Tenero(a prova dei due regni della natura), Aromi ( considerati importanti), Spezie( provenienti da paesi lontani)  , Uova (simbolo della vita che si rinnova sempre) e Ricotta.(omaggio dei pastori e delle pecore). Partenope portò tutti questi doni nella sua dimora nel profondo mare azzurro   ai piedi degli Dei che a loro volta furono cosi entusiasti che mescolarono tutti gli ingredienti dando vita a qualcosa di ancora più dolce dei canti della famosa sirena; LA Pastiera !

Per quanto riguarda le Origini "moderne" del dolce è bene ricordare che  <<
La pastiera, forse, sia pure in forma rudimentale, accompagnò le feste pagane celebranti il ritorno della primavera, durante le quali le sacerdotesse di Cerere portavano in processione l'uovo, simbolo di vita nascente. Per il grano o il farro, misto alla morbida crema di ricotta, potrebbe derivare dal pane di farro delle nozze romane, dette appunto " confarratio ". Un'altra ipotesi la fa risalire alle focacce rituali che si diffusero all'epoca di Costantino il Grande, derivate dall'offerta di latte e miele, che i catecumeni ricevevano nella sacra notte di Pasqua al termine della cerimonia battesimale.
Nell'attuale versione, fu inventata probabilmente nella pace segreta di un monastero dimenticato napoletano. Un'ignota suora volle che in quel dolce, simbologia della Resurrezione, si unisse il profumo dei fiori dell'arancio del giardino conventuale. Alla bianca ricotta mescolò una manciata di grano, che, sepolto nella bruna terra, germoglia e risorge splendente come oro, aggiunse poi le uova, simbolo di nuova vita, l'acqua di mille fiori odorosa come la prima vera, il cedro e le aromatiche spezie venute dall'Asia.
È certo che le suore dell'antichissimo convento di San Gregorio Armeno erano reputate maestre nella complessa manipolazione della pastiera, e nel periodo pasquale ne confezionavano in gran numero per le mense delle dimore patrizie e della ricca borghesia.
Ogni brava massaia napoletana si ritiene detentrice dell'autentica, o della migliore, ricetta della pastiera. Ci sono, diciamo, due scuole: la più antica insegna a mescolare alla ricotta semplici uova sbattute; la seconda, decisamente innovatrice, raccomanda di mescolarvi una densa crema pasticciera che la rende più leggera e morbida, innovazione dovuta al dolciere-lattaio Starace con bottega in un angolo della Piazza Municipio non più esistente.
La pastiera va confezionata con un certo anticipo, non oltre il Giovedì o il Venerdì Santo, per dare agio a tutti gli aromi di cui è intrisa di bene amaIgamarsi in un unico e inconfondibile sapore. Appositi "ruoti" di ferro stagnato sono destinati a contenere la pastiera, che in essi viene venduta e anche servita, poiché è assai fragile e a sformarla si rischia di spappolarla irrimediabilmente.>>
Una curiosità che appassionerà senza dubbio i napoletani è la storia dell'intercalare "Magnatell' na risat" : Si dice che MariaTeresa d'Asburgo-Lorena   che era soprannominata la "principessa che non sorride mai"  cedette all'insistenza del marito (  FerdinandoII di Borbone )  ed assaggiò La pastiera napoletana e non potè fare a meno di sorridere.

Gli ingredienti e le quantità sono :  (tortiera 28 30 cm )
420 gr di *grano cotto per pastiera
300 gr di latte
25 gr di strutto (o burro)
700 gr di ricotta
450 gr di zucchro
7 uova
70 ml di acqua di fiori d'arancio (2 fialette di fiori d'arancio)
150 gr di cedro candito (o arancia candita)
una dose doppia della pasta frolla
zucchero a velo q.b.

28 feb 2013

La Zizzona di Battipaglia , Mozzarella di bufala Campana D.O.P

La zizzona di battipaglia  è una mozzarella di 5 kl circa  o poco più , prodotto tipico di Battipaglia con al centro un'escrescenza a forma di capezzolo.La mozzarella è uno dei prodotti migliori che sforna la Campania , presente quasi tutto l'anno è uno degli alimenti preferiti dai Campani... e soprattutto dagli stranieri che si recano appositamente per gustare questa prelibatezza , chiamata anche oro bianco.


Il termine mozzarella deriva dal procedimento di mozzatura che viene eseguito per separare singoli pezzi dall'impasto totale. (maneggiando con le mani e con moto caratteristico il pezzo di cagliata filata e staccando subito dopo con gli indici ed i pollici le singole mozzarelle nella loro forma tipica tondeggiante )
La mozzarella è ricavata dal latte di bufalo e le sue origini sono davvero antiche. (medioevo circa) .
Esistono molti stabilimenti che producono questa perla bianca ma i più famosi si trovano innanzitutto a Napoli e provincia( bocconcini e treccie ), Caserta e provincia( bocconcini , trecce e zizzona ) e poi in Lazio, Puglia e Molise.La denominazione D.O.P  per la Mozzarella Campana arriva già dagli anni 90 per poi rinnovarsi e modificarsi pochi anni fa attirando varie polemiche tra i produttori , consumatori e le confederazioni agricole, soprattutto dopo lo scandalo causato dalla diossina presente nei terreni agricoli causando un calo drastico della produzione  sugli alimenti da esportare .




8 feb 2013

Pomodori del Piennolo - specialità vesuviana


Il pomodoro del piennolo è un pomodoro tipico nella zona Vesuviana e nello specifico :  l’intero territorio dei seguenti comuni della provincia di Napoli: Boscoreale, Boscotrecase, Cercola, Ercolano, Massa Di Somma, Ottaviano, Pollena Trocchia, Portici, Sant’Anastasia, San Giorgio a Cremano, San Giuseppe Vesuviano, San Sebastiano al Vesuvio, Somma Vesuviana, Terzigno, Torre Annunziata, Torre del Greco, Trecase, Piazzola di Nola – Rione Trieste (per il tratto che va sotto il nome di “Costantinopoli”), dal “Lagno Rosario”, dal limite del comune di Ottaviano e dal limite del comune di Somma Vesuviana.
La particolarità di questo pomodoro sta nel fatto che la sua buccia è ricca di acidi e di zuccheri che gli consentono una conservazione naturale a lungo tempo. Inoltre il peduncolo è fortemente attaccato al pomodoro e ciò consente la crescita a mò di grappo d'uva. Queste peculiarità sono consentite grazie al suolo in cui crescono e vivono , suolo di origine vulcanica costituiti da materiale piroclastico  rendendo i terreni molto sciolti e drenati. In epoche passate  la diffusione di questo pomodorino era causata dalla possibilità di poter essere utilizzato anche nei mesi più freddi ( pizza, sugo ect )  proprio grazie alle particolarità soprascritte.
Vi consigliamo di vedere questo video per capirne di più